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Non licenziabile in tronco chi si addormenta al lavoro – Cassazione 6437/2010

Non va incontro a un licenziamento in tronco chi si addormenta durante l’orario di lavoro. La Cassazione ha infatti annullato con rinvio una sentenza con cui la Corte d’appello di Venezia aveva ritenuto legittimo il licenziamento “per giusta causa” inflitto a un dipendente di una societa’ di vigilanza privata, al quale era stata contestata la recidiva nell’”addormentarsi in servizio”. In primo grado, il giudice del lavoro di Verona aveva disposto il reintegro dell’uomo al suo posto, nonche’ un risarcimento danni a suo favore, rilevando che la societa’ datrice di lavoro aveva violato quanto stabilito dallo Statuto dei lavoratori sulla contestazione dell’addebito e il diritto di difesa, e che l’episodio a cui era stata riferita la recidiva non fosse mai stato in precedenza contestato.

I praticanti avvocati non possono essere nominati difensori d’ufficio – Corte Costituzionale, Sentenza 106/2010

La differenza tra il praticante e l’avvocato iscritto all’albo si apprezza non solo sotto il profilo della capacità professionale (che, nel caso del praticante, è in corso di maturazione, il che giustifica la provvisorietà dell’abilitazione al patrocinio), ma anche sotto l’aspetto della capacità processuale, intesa come legittimazione ad esercitare, in tutto o in parte, i diritti e le facoltà proprie della funzione defensionale. Il praticante iscritto nel registro, pur essendo abilitato a proporre dichiarazione di impugnazione, non può partecipare all’eventuale giudizio di gravame e si trova, inoltre, nell’impossibilità di esercitare attività difensiva davanti al tribunale in composizione collegiale, competente in caso di richiesta di riesame nei giudizi cautelari. Né potrebbe costituire argomento contrario la possibilità, per il praticante avvocato, di essere nominato difensore di fiducia: un conto è che tali limiti di competenza professionale e di capacità processuale siano liberamente accettati dall’imputato, altro è che essi siano imposti in sede di nomina del difensore d’ufficio.


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Chi impone raccomandati rischia la concussione - CASSAZIONE PENALE, SENTENZA N. 38617/2009

Rischia una condanna per concussione il pubblico ufficiale che mette in atto pressioni per far si' che un datore di lavoro assuma alle sue dipendenze dei 'raccomandati'. Lo sottolinea la sentenza 38617 con cui la Cassazione ha annullato con rinvio la decisione della Corte d'appello di Napoli che aveva assolto "perche' il fatto non sussiste" l'allora (i fatti risalgono al 1998-'99) presidente del Consiglio comunale di Afragola dall'accusa di tentativo continuato di concussione.

Anche i disabili devono pagare il parcheggio nelle Strisce blu - CASSAZIONE CIVILE, Sentenza n. 21271/2009

Tocca anche gli invalidi il pagamento del ticket del posteggio auto sulle strisce blu. E' quanto si legge nella sentenza n. 21271/2009 della Corte di Cassazione. Secondo i SUpremi giudici, il prezzo è dovuto anche se si è costretti ad occupare gli spazi ordinari perchè l'area riservata ai disabili è già stata impegnata da qualcun altro.


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Il magistrato deve essere estraneo alla politica dei partiti e dei suoi metodi - CORTE COSTITUZIONALE, Sentenza n. 224 del 17/07/2009

La Corte Costituzionale ha dichiarao non fondata la questione di costituzionalità dell'art. 3, comma 1, lettera h), del d.lgs. n. 109 del 2006, n. 109, nel testo sostituito dall'art. 1, comma 3, lettera d), numero 2), della legge n. 269 del 2006, il quale prevede come illecito disciplinare - accanto al coinvolgimento nelle attività di soggetti operanti nel settore economico o finanziario che possono condizionare l'esercizio delle funzioni o comunque compromettere l'immagine del magistrato - l'iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa del magistrato a partiti politici.

Confisca per equivalente. Ammisibile solo per il prezzo e non anche per il profitto del reato - CASSAZIONE PENALE, Sezioni Unite Sentenza n. 38691 del 06/10/2009

In riferimento al delitto di peculato, può disporsi la confisca per equivalente, prevista dall’art. 322 ter, comma 1, ultima parte, cod. pen., soltanto del prezzo e non anche del profitto del reato. In particolare, la Corte, stante il tenore della suddetta disposizione, che limita inequivocabilmente la confisca per equivalente al solo “prezzo” del reato, ha dovuto constatare “l’impossibilità di pervenire ad una non consentita estensione “in malam partem” del dettato legislativo”, pur rilevando, dopo un approfondito excursus della normativa nazionale ed internazionale in tema della confisca di valore, la necessità che il legislatore provveda a disciplinare in modo sistematico tutte le ipotesi di confisca obbligatoria e di confisca per equivalente, già previste con norme frammentarie e prive di coordinamento.



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Attesa per la sentenza sul Lodo Alfano

L’ udienza della Consulta sul Lodo Alfano, la legge che sospende i processi nei confronti delle più alte cariche dello Stato, è terminata. I giudici stanno discutendo le altre cause in calendario per oggi. La Corte si riunirà in camera di consiglio nel pomeriggio.

La Consulta non ha ammesso l’intervento della Procura di Milano nel giudizio riguardante la legittimità del Lodo Alfano. La decisione è stata comunicata dal presidente della Corte, Francesco Amirante, alla ripresa dell’udienza successiva alla sospensione che ha consentito ai giudici costituzionali di ritirarsi in camera di consiglio per decidere in proposito. Il professor Alessandro Pace, che aveva presentato memorie alla Consulta per sostenere l’illegittimità del Lodo a nome della Procura di Milano, non potrà dunque intervenire nell’udienza pubblica.

Sollevata questione di costituzionalità della legge sulla immigrazione

Il Tribunale di Torino ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 10 bis della legge sull’immigrazione, che punisce la permanenza e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato. Il giudice Polotti di Zumaglia ha accolto alcune tesi proposte dalla Procura di Torino nell’ambito di un processo che riguardava un giovane giardiniere egiziano che, dopo avere sposato una cittadina marocchina (regolare) e avere avuto una figlia, oggi di nove mesi, si era presentato in questura per regolarizzare la sua posizione ma era stato denunciato.


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Minacce di morte per il giornalista Sandro Ruotolo

Minacce di morte a Sandro Ruotolo, numero due di Annozero, e alla sua famiglia, sulle quali la Digos sta indagando: secondo quanto si apprende, non si tratterebbe dell’opera di un mitomane. All’esame degli investigatori c’é infatti una lettera dalla quale si evince che il giornalista è stato pedinato e sorvegliato. Nella stessa missiva, inoltre, si fa riferimento ad una lista di ‘obiettivi’ in cui Ruotolo sarebbe il secondo.

Ragazzine indotte alla prostituzione, arrestata anche una madre

Facevano prostituire alcune ragazze minorenni: con questa accusa quattro persone sono state arrestate, a Motta San Giovanni, dai Carabinieri di Reggio Calabria. Tra le persone arrestate c’è anche la mamma di una delle ragazzine. Gli arrestati, secondo l’accusa, sfruttavano tre ragazzine di 14-15 anni, facendole prostituire anche con persone di oltre 60 anni. Tra gli indagati figurano anche i clienti che sono stati identificati.Nei confronti di altre due persone sono stati emessi avvisi di garanzia, mentre, secondo quanto si è appreso, resta al vaglio della magistratura la posizione di un ginecologo in servizio al presidio ospedaliero di Melito Porto Salvo.