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Formiture di farmaci. Il prodotto “originator” non è esentato dalla gara. Esclusa la trattativa diretta – Consiglio di Stato, Sentenza n. 3572/2011

E’ legittima la decisione del servizio sanitario pubblico di selezionare il fornitore di farmaci – nella specie “epoetina alfa” – in base al prezzo, dal momento che tutti i prodotti a base di epoetina alfa rispondono alle stesse esigenze terapeutiche, sono parimenti efficaci e non è possibile affermare la superiorità qualitativa di alcuno di essi (“originator” incluso) rispetto agli altri…

Biotestamento: Il Tar Lazio dice no alla alimentazione imposta

''I pazienti in stato vegetativo permanente, che non sono in grado di esprimere la propria volonta' sulle cure loro praticate o da praticare non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, e possono, nel caso in cui loro volonta' sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti''.

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Avv. Elena Pompeo: Il danno da fumo

Le ultime pronunce giurisprudenziali potrebbero aprire le porte ad una serie di processi contro l’ Ente Tabacchi Italiana (oggi sostituito dalla BritIsch American Tabacco). In particolare la sentenza della Corte di Appello di Roma n. 1015 del 7 Marzo 2005 confermata anche dalla Cassazione (sentenza n. 22884 del 30 Ottobre 2007) con la quale la Corte di Appello di Roma ha accolto la richiesta di risarcimento dei danni subiti da parte degli eredi di un fumatore deceduto nel 1991 a causa di un tumore al polmone causato dal fumo.

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Il testamento biologico di Paolo Ravasin su YouTube

Dopo il video choc con il testamento biologico lanciato su YouTube da Paolo Ravasin, malato di Sla, si acuisce il dibattito sulla necessità di un provvedimento che regoli la materia per dare la possibilità alle persone di decidere la propria sorte.
Ma di testamento biologico non vuol sentir parlare - ad esempio - il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che avverte: "Una legge del genere non può che vedermi in disaccordo. Ho paura, infatti, sia un viatico per l'eutanasia".
"La mia personale opinione - spiega Carfagna - è che la vita va difesa dal principio fino alla fine. Comprendo le difficoltà dei malati terminali e dei loro familiari, ma questo è il mio punto di vista".

Paolo Ravasin, malato di Sla, registra il suo testamento biologico


Renato Balduzzi: legittima la decisione della Cassazione su Englaro

Il pensiero del costituzionalista Renato Balduzzi - Presidente del Meic, Movimento ecclesiale di impegno culturale - sugli sviluppi del caso "Eluana Englaro ".
'Evitiamo di farne materia di conflitto tra magistratura e politica. Da costituzionalista, mi sembra azzardata e anche un po' pericolosa l'ipotesi di conflitto di attribuzione. E' ora che l'iter del testamento biologico venga portata a compimento. Anche se non dobbiamo aspettarci che la norma posso risolvere tutto. Non c'e' una competenza riservata alle Camere su certi argomenti. Anche ammesso che in tema di diritti il legislatore abbia una preminenza, il giudice arriva dove puo' in base alla legislazione vigente e ai principi costituzionali. 'Bisogna ricordare che un ordinamento contiene sempre delle lacune e lo 'jus dicere' del giudice comporta naturalmente la possibilita' di colmarle. Il giudice non e' certo solo la bocca della legge; il suo, anzi, e' un duro mestiere, che deve bilanciare tanti principi e tenere in equilibrio diritti e doveri. 'Sollevare un conflitto di attribuzione aggiunge motivi di contrasto ad una situazione gia' molto delicata nei rapporti tra politica e magistratura. Ma al di la' di questo, la sentenza della Corte di Cassazione non crea nessun vulnus nelle prerogative del Parlamento.'La norma, per un caso limite come quello di Eluana, non risolverebbe tutto. E qui, ma non parlo piu' da costituzionalista, non so se la legge possa coprire questa materia cosi' complessa, dove la prima regola dovrebbe essere quella della prudenza, del silenzio, unito alla coerenza, all'assunzione di responsabilita' per quanto si dice. E a questo aggiungerei un'altra osservazione: non puo' essere considerato irrilevante dal punto di vista giuridico il fatto che ci sia qualcuno che si fa carico del 'dovere' della solidarieta'.'Il nodo e' in quelle 'direttive anticipate' che nel nostro paese non hanno ancora valore legale. L'iter del testamento biologico e' quindi da portare a compimento, senza pensare che in una legge possa entrare tutto un sentire etico. Per questo e' importante che non si strumentalizzi, ma si guardi veramente al bene comune. Se oggi si procede a colpi di sentenze e' perche' fino ad ora e' mancata una sintesi. Bisogna in ogni caso garantire una periodica verifica delle volonta' del soggetto'.

ELUANA: MANTOVANO, CONFLITTO DI POTERI E' AMMISSIBILE

''La sentenza della Cassazione sul caso Englaro ha deciso in via definitiva fondamentali questioni di diritto, tanto che la Corte di Milano ha dovuto adeguarsi alla pronuncia della Cassazione. Quindi nei confronti della sentenza della Cassazione e' sicuramente proponibile, ai sensi dell'art. 37 della legge 87/1953, il conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato''. Lo afferma il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, rispondendo al senatore del Partito democratico Stefano Ceccanti. ''Il conflitto - prosegue - puo' essere sollevato da entrambe le Camere o da una di esse perche' in un sistema di bicameralismo perfetto il Senato e la Camera dei Deputati sono congiuntamente titolari del potere legislativo; legittimate a difendere l'ambito di competenza loro attribuita dalla Costituzione. Spetta poi al Parlamento decidere se quando approvare una legge, se e quando intervenire in un settore della vita sociale; queste valutazioni sono soggette al giudizio del corpo elettorale.Nessuna vera o presunta 'inerzia' del legislatore giustifica un intervento di supplenza dei giudici; cosi' - conclude Mantovano - come l'inerzia del giudici non consente al legislatore di emanare, in loro vece, sentenze''.

Pg Cassazione: non staccate il sondino a Eluana

Non staccate il sondino nasogastrico'' che tiene in vita in stato neurovegetativo irreversibile Eluana Englaro, la ragazza di Lecco che da 15 anni, 9 mesi e 16 giorni e’ in coma dopo un incidente stradale. Questo tipo di trattamento infatti, ''non rientra nei casi di accanimento terapeutico''. Ecco perche’ il sostituto procuratore generale della Cassazione, Giacomo Caliendo, ha chiesto ai giudici della prima sezione civile di rigettare il ricorso presentato dal papa’ di Eluana contro il decreto della Corte d'appello di Milano del dicembre del 2006.
In sostanza il pg, nel chiedere il rigetto del ricorso, ha sottolineato che dal momento che ''la vita e’ un valore supremo tutelato dalla Costituzione, la decisione di come vivere o di come morire va lasciato al diretto interessato e non puo’ essere gestito da altri''. Anche se, ha ammesso la pubblica accusa della Cassazione, ''il trattamento cui e’ sottoposta Eluana e’ invasivo, non c'e’ il consenso della ragazza'', e quindi nessun altro puo’ arrogarsi il diritto di decidere di staccare il sondino che ancora la tiene in vita.
In questo modo la pubblica accusa si e’ allineata alla decisione della Corte d'appello di Milano del dicembre 2006 che, dicendo no al distacco del sondino, aveva sentenziato che il trattamento cui e’ sottoposta la ragazza non rientra nell'accanimento terapeutico.
La Cassazione decidera’ entro sessanta giorni se il sondino che tiene in vita Eluana debba esere staccato o meno. Come, infatti, ha sottolineato Maria Gabriella Luccioli, la presidente della Prima sezione civile al termine della requisitoria fatta dal pg, "il dispositivo sara’ reso noto contestualmente al deposito della sentenza nei termini previsti dalla legge", vale a dire appunto entro sessanta giorni. In attesa delle motivazioni della decisione, la difesa di Beppino Englaro confida negli interrogativi posti dalla Procura e nella relazione fatta dal giudice relatore Alberto Giusti. "Il relatore - afferma l'avvocato Vittorio Angiolini -, ricostruendo la vicenda, ha detto che Eluana e’ tenuta in vita con un 'presidio sanitario' di nutrizione, quasi a volere evidenziare, mi pare, che non si tratti di un trattamento normale".
Un altro elemento che ad avviso dei difensori del padre di Eluana dovrebbe indurre i giudici alla rifelssione e’ stato offerto dal parere del pg che ha ritenuto che "siamo ai limiti del trattamento sanitario". Un trattamento che, anche se non configura "accanimento terapeutico", come ha detto, e’ comunque "invasivo". "E se per i giudici questo trattamento fosse invece invasivo?", si e’ chiesta l'avvocato Franca Alessio, il curatore speciale di Eluana nominato dal Tribunale. In attesa del verdetto gli avvocati avanzano anche l'ipotesi che la Cassazione, al di la’ di un accoglimento o di un rigetto secco del ricorso, potrebbe anche rinviare alla Corte Costituzionale.
''Mia figlia Eluana e’ una vittima sacrificale in prigione da 15 anni, 9 mesi e 16 giorni. In tutto fanno 5.738 giorni di prigionia'', ha commentato Beppino Englaro, il padre della ragazza. ''Eluana - dice il padre - sa in che situazione e’. Per nessuna ragione al mondo noi ci saremmo sognati di agire diversamente perche’ e’ nel Dna della famiglia il rispetto della liberta’''. ''Eluana non puo’ essere discriminata in quanto la sua condizione attuale e’ frutto di meccanismi clinici. Questa - ripete ancora - e’ una tragedia dimenticata perche’ tutti possiamo trovarci in questa condizione''.
In Cassazione era presente oggi anche il curatore speciale di Eluana visto che nell'aprile del 2005 la Suprema Corte, respingendo il ricorso del padre, aveva evidenziato che Beppino Anglaro, in quanto semplice tutore e non curatore speciale dell'interesse di sua figlia Eluana, non poteva chiedere la sospensione delle cure. ''Eluana, per quel che ha potuto - ha sottolineato il medico -, ha detto che non avrebbe mai consentito ad

Ricovero in camera a pagamento, la visita del medico non si paga

Monito ai pazienti, la norma non prevede il pagamento della prestazione in regime libero professionale - CASSAZIONE CIVILE, Sezione I, Sentenza n. 18453/2007

Il cittadino che fruisce di un ricovero ospedaliero in camera a pagamento non e' tenuto a pagare anche la prestazione offerta dal medico. Lo sottolinea la Cassazione con una sentenza della Prima sezione civile che da' ragione ad un paziente della Versilia, Raffalele G., ricoverato d'urgenza in ospedale per un intervento chirurgico urologico. Al paziente, l'ex Usl 3 della Versilia, si legge nella sentenza 18453, "aveva imputato con le spese di degenza in una camera speciale imposta dalla carenza di posti nelle corsie ordinarie gratuite, anche il corrispettivo delle prestazioni dei medici in regime libero professionale".