Sentenze, Giustizia & Dintorni (a cura dell' Avv. Marco Martini e in collaborazione con il Portale giuridico Litis.it)
A Milano la prima condanna per clandestinità
Avv. Elena Pompeo: Il danno da fumo
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Lodo Alfano. Per l'Avvocatura dello Stato la bocciatura mette a rischio le funzioni del Premier
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UCCISO DAVANTI OSPEDALE A PRATO, ARRESTATA ITALIANA DI ORIGINE ROM
PRATO - Aida Halilovic, la giovane di 22 anni arrestata per l'omicidio dell'uomo di 72 anni avvenuto la notte scorsa a Prato davanti al pronto soccorso dell'ospedale di Prato, ha cittadinanza italiana ed è di etnia rom. A Prato, dove è nata nel 1987, vive nella casa di proprietà del padre. Secondo quanto si apprende dal Comune di Prato, la giovane, insieme ai fratelli e al genitore, sarebbe stata seguita fino ad alcuni anni fa dai servizi sociali. Poi, in seguito all'acquisto della casa e in considerazione del fatto che il nucleo familiare poteva mantenersi da solo, l'amministrazione avrebbe revocato gli aiuti. La giovane appartiene a un ramo di una grande famiglia rom insediatasi a Prato alla fine degli anni Sessanta, acquisendo poi la cittadinanza italiana.
ITALIANI NON PAGANO IL CONDOMINIO, PIU' CAUSE IN TRIBUNALE
SANAA UCCISA PER IL SOGNO DI INTEGRARSI, OGGI L'AUTOPSIA
E' morta per dissanguamento Sanaa Dafani, la ragazza marocchina di 18 anni uccisa martedì a coltellate in un bosco a Montereale Valcellina (Pordenone). Per stabilire con precisione quale sia stata la ferita che ha causato l'emorragia letale bisognerà attendere l'autopsia di oggi. Secondo i primi rilievi, Sanaa presenta varie ferite in diverse parti del corpo, compresa la gola dove potrebbe essere stata raggiunta da una o più coltellate che potrebbero poi essere risultate mortali.
AUSTRALIA: STUPRA LA FIGLIA PER 30 ANNI, ARRESTATO
SYDNEY - In un caso simile a quello dell'austriaco Josef Fritzl, che tenne rinchiusa la figlia per 24 anni avendo con lei sette figli, un uomo è stato arrestato in Australia e incriminato di una serie di reati di sesso e di incesto commessi con la figlia in un arco di 30 anni. L'uomo, oltre 60 anni, dovrà comparire in tribunale in novembre, per rispondere di circa 80 capi d'imputazione, fra cui stupri e minacce di morte. I test del dna avrebbero stabilito che l'uomo è il padre dei quattro figli della donna, uno dei quali morto poco dopo il parto, tutti nati in ospedale ma senza il nome del padre sui certificati di nascita. La notizia è stata rivelata in esclusiva dal quotidiano di Melbourne Herald Sun, secondo cui l'uomo aveva iniziato a stuprare la figlia quando aveva ancora 11 anni, minacciandola di violenze contro la madre. E' stato arrestato in febbraio dopo che la figlia aveva raccontato tutto ad un poliziotto, ma un tribunale aveva emesso un ordine di soppressione. Il ministro dei servizi alla comunità, Lisa Neville, ha ordinato un rapporto urgente sul caso: "Non so quale coinvolgimento abbiano avuto la polizia, il mio dipartimento o altre agenzie, negli ultimi 30 anni", ha ammesso.
Scuola: Il Tar Lazio dice no a scrutini e crediti, violato il pluralismo
Da parte sua Fioroni ha ricordato di aver solo "applicato la legge", rimandando ora la questione al ministro Gelmini. Secondo quanto riferito dai ricorrenti, nella sentenza (n. 7076/2009 del 17 luglio) è stabilito che "un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico" e che lo Stato "non può conferire ad una determinata confessione una posizione "dominante" violando il pluralismo ideologico e religioso". "L'attribuzione - si legge nella sentenza - di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica". Il Tar del Lazio si era già pronunciato nella stessa direzione nel maggio 2007, quando accogliendo un ricorso aveva sospeso l'ordinanza. La decisione era stata impugnata dal ministero e l'Avvocatura di Stato ne aveva accolto la richiesta. Numerose le reazioni. "Ho dato attuazione a un quadro legislativo e a una normativa precedente e vigente" ha detto Giuseppe Fioroni che chiama in causa anche l'attuale ministro. "Visto che al conseguimento dei crediti formativi concorrono una serie molto ampia e varia di discipline, non ultimi anche corsi di danza caraibica - ha detto - ritengo quindi che possa contribuirvi anche l'ora di religione o della materia sostitutiva, come previsto per legge. Mi auguro su questo di poter conoscere anche il pensiero del ministro Gelmini".
Resta da vedere cosa farà viale Trastevere se presenterà ricorso o meno. Intanto, la Consulta sulla laicità annuncia che "un nuovo ricorso per un'uguale ordinanza per l'anno scolastico successivo é stato presentato in maggio". "La scelta di frequentare l'ora di religione attiene ai convincimenti personali, non può essere misurata come una materia di insegnamento". Ha commentato la presidente del Coordinamento Genitori Democratici, Angela Nava, tra le associazioni ad aver promosso il ricorso. "Soddisfazione" è stata espressa dalla Tavola Vadese e dalla Flc Cgil. Escludere gli insegnanti di religione dagli scrutini è a sua volta discriminatorio, invece, per Paola Binetti (Pd): "Crea dei docenti di serie A e di serie B" e questo, aggiunge, "contraddice tra l'altro l'altissimo numero di persone che scelgono l'insegnamento della religione e si aspettano che, una volta scelto, non sia un optional ma entri a pieno titolo nella valutazione". Una decisione discriminatoria anche per Maurizio Gasparri (Pdl), per il quale verrà cancellata dai successivi gradi di giudizio: "E' una decisione estemporanea che sarà sicuramente cancellata". Rincara la dose Fabrizio Cicchitto (Pdl): "Quella del Tar è una sentenza discutibile. La materia andrebbe approfondita con serenità". Di diverso avviso Maurizio Turco deputato dei Radicali: "La sentenza ci sembra il minimo sindacale, ma è triste vedere che la politica ha bisogno del Tar per decidere su queste cose".
Con la riforma dimezzati i tempi del processo civile
Il nemico numero uno è la giustizia lumaca. In materia di procedimenti civili l’ambizioso obiettivo è quello di ridurre della metà i tempi del processo. Per arrivare a ciò, nel disegno del governo, si introdurranno nuovi istituti come il procedimento sommario di cognizione (rito sommario non cautelare), la testimonianza scritta, nuove misure coercitive per l’esecuzione degli obblighi sanciti dalle sentenze. Inoltre, arrivano sanzioni pecuniarie più efficaci a carico della parte che, con il proprio comportamento, determina un allungamento dei tempi di durata del processo. È previsto anche un filtro per i ricorsi in Cassazione in modo che la Suprema Corte non venga ingolfata e che possa concentrare la sua attività solo sulle questioni nuove e di maggiore rilievo.
Anche i ciclisti rischiano la patente
Un caso tipico, più normale, potrebbe essere quello del ciclista sorpreso al cellulare, un comportamento scorretto molto diffuso a Milano e che prevede la perdita di punti. Una sperequazione evidente, secondo alcuni, e soprattutto secondo le associazioni di ciclisti, che denunciano l’ennesimo “provvedimento vessatorio” a fronte delle promesse “mai realizzate sulle piste ciclabili”. “Siamo chiari – spiega un funzionario dei Vigili – andare in bici sul marciapiede, passare col rosso o attraversare sulle strisce pedonali con la bici al fianco era vietato anche prima”. Il provvedimento riguarda tutti i ‘veicoli’ e comprende quindi i velocipedi e i carretti a braccia. “Il Codice prevede di togliere i punti, ove previsto, anche ai conducenti di velocipedi, e quindi c’é poco margine per discuterne – spiega Emiliano Bezzon, Comandante della Polizia Locale di Milano – Non è impossibile, poi, che qualche cittadino decida di ricorrere al Giudice di Pace, ma solo dopo una pronuncia degli organi giuridici competenti potrà essere cambiato qualcosa. Penso al 2003 – precisa – quando con l’introduzione della patente a punti, in caso di impossibilità di contestazione al conducente rischiava la decurtazione dei punti il proprietario della vettura. In quel caso, alla fine, si era pronunciata la Cassazione”. Tornare a casa in bici alticci, magari pure sul marciapiede, potrebbe quindi costare molto caro. “Io la patente non ce l’ho – dice un anziano fuori da una trattoria di periferia – ma se mi sequestrano la bici con cosa ci vado al bar?”.