Sentenze, Giustizia & Dintorni (a cura dell' Avv. Marco Martini e in collaborazione con il Portale giuridico Litis.it)
Consulenze giuridiche a Cecchi Gori - Sospeso magistrato di Roma
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Cecchi Gori, Csm deciderà su sospensione gip di Roma Figliolia
Lo riferiscono fonti giudiziarie.
A carico del gip romano -- già sospesa lo scorso 2 luglio dall'esercizio della professione di magistrato per due mesi -- sono stati ipotizzati i reati di concussione e abuso d'ufficio nell'ambito di un'indagine che riguarda le vicende di Vittorio Cecchi Gori.
La Figliolia, che di recente ha condannato con rito abbreviato diversi nuovi brigatisti, è accusata dal pm di Perugia Sergio Sottani di aver indotto o costretto Cecchi Gori a farle diverse elargizioni.
Secondo l'accusa, il giudice romano avrebbe svolto una attività di consulenza in ambito giuridico in favore del produttore, promettendo di aiutarlo nel gestire il suo dissesto finanziario.
Figliolia -- difesa dagli avvocati Efisio Figus Diaz e Alfonso Stile -- ha respinto tutte le accuse.
Mills; Difesa Berlusconi ricorre in Cassazione su ricusazione
"La decisione della Corte d'Appello di Milano è a dir poco sorprendente" e "a questa situazione la Corte di Cassazione a cui proporremo ricorso, non potrà non porre rimedio accogliendo la ricusazione, consentendoci di celebrare un processo con un giudice che sia e appaia davvero imparziale", annuncia Ghedini.
"Dopo aver ammesso, e non si poteva certo fare altrimenti con quelle prove documentali, la evidente politicizzazione della dotoressa Gandus e la sua palese avversione al governo Berlusconi - argomenta il legale del Premier sulla decisione della Corte di Appello milanese - non ha ritenuto di accogliere la ricusazione affermando che avendo costei giurato fedeltà alla Costituzione quale magistrato, deve ritenersi che tale impegno sia prioritario rispetto a quello politico e che quindi certamente compirà lo sforzo di essere imparziale. Se la terzietà reale o apparente che si pretende sia garantita in uno stato di diritto è ovvio che la Corte Milanese non la garantisce affatto. Ma la sintesi è ancora una volta sempre la stessa: Silvio Berlusconi deve essere giudicato a Milano da un giudice che sia dichiaratamente appalesato come suo avversario politico, per un reato per il quale di fronte ad altro Tribunale sarebbe già stato da tempo assolto perchè il fatto non sussiste".
Anche gli squilli telefonici sono da condannare come molestia
L'imputata dovrà ora pagare un'ammenda di 344 euro e un risarcimento danni in favore delle parti offese, ovvero dei suoi vicini di casa, i quali, per due o tre mesi, avevano ricevuto "ripetute chiamate di brevissima durata" in diverse ore del giorno "talora con parole o frasi iniziate e rimaste incomplete, altre volte mute o limitate ad un semplice squillo". Secondo la Suprema Corte (prima sezione penale, sentenza n.29971), il ricorso della donna va dichiarato inammissibile, dato che "la ripetitività degli episodi e l'esistenza di un accertato movente (ataviche liti tra vicini da tutti riconosciute e ammesse) valgono ad escludere occasionali errori nella composizione del numero".
Inoltre, "la quantità, gli orari, la concentrazione temporale (documentata tra il 28 aprile e il 14 giugno 2004) e le modalità delle chiamate (interruzione della comunicazione prima o subito dopo la risposta), costituiscono indubbiamente - osservano i giudici di 'Palazzaccio' - una ingiustificata interferenza nell'altrui sfera privata, capace di turbarne la serenità. Nel complesso sarebbero dunque riconducibili a quel modo di agire indiscreto e impertinente che integra il concetto di petulanza.
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Spetta allo Stato la regolamentazione del percorso formativo diretto al conseguimento del relativo attestato professionale
La Corte Costituzionale con la sentenza n.179/08 ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell'art. 34 della legge della Regione Liguria 5 febbraio 2002, n. 6 (Norme per lo sviluppo degli impianti e delle attivita’ sportive e fisico-motorie), sollevata dal tribunale amministrativo regionale della Liguria su ricorso proposto dall'A.I.F.I., Associazione Italiana Fisioterapisti per violazione dell’art.117 terzo comma della Costituzione. Per la corte Costituzionale spetta esclusivamente allo Stato la regolamentazione del percorso formativo diretto al conseguimento del relativo attestato professionale.
La sentenza per esteso su Litis.it